Gino Gambera

 

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(da una recensione di Adriana La Terra, Accademico di San Marco)

A Scordia, dolce, vetusto paese della provincia catanese, il 15 Agosto dell'anno 1946 nasceva Sebastiano Gambèra, detto Gino, oggi apprezzato pittore dallo stile espressivo e peculiare.

Egli, fin dall'infanzia, ha cominciato ad amare l'Arte, forse considerandola anche un rifugio per la sua indole irrequieta ed un pò introversa.

Di poi, ha frequentato l'Istituto Statale d'Arte di Catania, iniziando ancora giovanissimo la sua produzione pittorica che già allora presentava un'ordinata simmetria di linee non priva, però, di conflitti ermetici a forti tinte, frutto di trasposizione sulla tela di sentimenti impetuosi.

Tutto l'iter creativo della sua storia artistica è strettamente legato al percorso della sua vita.

Dal 1963 al 1981 adopera la tecnica dello smalto che riesce a dargli ottimi risultati e con la quale dipinge paesaggi, fiori e figure pieni di una lucentezza intramontabile che diventa, quasi, pittura poetica.

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Nel 1982 è costretto per motivi di salute ad abbandonare gli smalti e comincia ad usare gli olii e la tempera. Ma in quel periodo non è soltanto il metodo di dipingere che Gino cambia, difatti, come egli stesso ama dire "la sua tavolozza si schiarisce" ed il nero, che prima predominava, tende piano piano a lasciare il posto alle tinte forti e chiare e poi ai colori pastellati.

Fonte di particolare ispirazione sono sempre stati per lui i paesaggi ed i monumenti della nostra terra siciliana ed in particolare della "sua Scordia" che ha immortalato non soltanto con il pennello ma anche con la fotografia. Molte sue opere permangono come prezioso documento soprattutto di quei monumenti o quelle costruzioni o quegli angoli tipici distrutti dal tempo o sacrificati necessariamente al progresso.

Nel 1988 vede a Catania la mostra su Jean Houel, uno di quegli artisti dei secoli scorsi che intraprendono grandi viaggi per scoprire e documentare "l'atrove", sempre alla ricerca di un ideale. Così Gino si rende sempre più conto che "l'altrove" si può davvero trovare in Italia, magari in Sicilia, si, forse proprio al suo paese e ...perchè no? Si può trovare anche dietro l'angolo di casa.

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(Adriana La Terra, presentazione della mostra Vi ravviso, o luoghi ameni ).

 

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